Il matrimonio ai tempi del Covid 19

Quanto è dura l’organizzazione di un matrimonio! Gli sposi del 2020 ne sanno certamente qualcosa. Tra dubbi, paure ed incertezze si è insinuato lui: il Covid-19!!!

E così, come un fulmine a ciel sereno da oggi, per i prossimi 30 giorni, sarà possibile sposarsi festeggiando con la partecipazione massima di 30 persone. E’ uno scherzo?!? No, è quanto stabilito dal nuovo DPCM del 13 ottobre 2020.

Sconforto e disorientamento. Come comportarsi? Quali i diritti degli sposi che hanno già prenotato il banchetto nuziale, gli allestimenti, il fotografo ecc?

E quali saranno gli obblighi delle attività commerciali e professionali che da anni regalano magia ad uno dei momenti più belli della vita di ogni uomo e di ogni donna?

Ebbene, il caso che ci interessa ha profili diversi rispetto alle scorse restrizioni.

Perchè?

Semplice: non è vietato fare il ricevimento nuziale, è stato solo ridotto il numero dei possibili partecipanti. Giuridicamente parlando questo comporta una differenza di non poco conto rispetto a quanto accaduto a marzo scorso, poichè la prestazione della sala ricevimenti continua ad essere garantita. Con numeri differenti ( e, di conseguenza, con profitti inferiori), ma non è diventata impossibile per una causa sopravvenuta. Cosa voglio dire? Semplicemente che non è possibile annullare il matrimonio pretendendo di ricevere le somme già versate, essendo necessario operare gli opportuni distinguo.

Spesso si anticipano delle somme per assicurarsi la possibilità di avere la disponibilità della sala ricevimenti dei sogni. Ebbene, come è avvenuta questa operazione? E’ necessario comprendere se la somma sia stata versata a titolo di Acconto o di Caparra. In tale seconda ipotesi, infatti, la somma versata non solo non tornerà nella disponibilità degli sposi ma, se è stato stabilito che la stessa sia di natura “confirmatoria”, il ristorante potrà addirittura agire per il risarcimento del danno, oltre ad incamerare la caparra, a patto che, ad esempio, dimostri di aver già sopportato delle spese.

Nel caso in cui la somma sia stata versata a titolo di acconto la stessa verrà semplicemente restituita ai nubendi.

Il primo passo da fare, dunque, in un momento così complesso è dialogare usando il buon senso. Si potrà posticipare la data del banchetto rinegoziando le condizioni contrattuali, oppure disdire semplicemente lo stesso confidando in tempi migliori. Il mio suggerimento è quello di informarsi per evitare di commettere spiacevoli errori.

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