Avv. Rossana Angiulo Il Lavoro Subordinato: indici di identificazione

Tribunale di Potenza, Sentenza n. 79 del 19.2.2019

Con la Sentenza in oggetto, il Tribunale di Potenza, si pronuncia in merito alla differenza tra lavoro subordinato e lavoro autonomo ed evidenzia altresì, gli elementi fondamentali affinché possa sussistere proprio il lavoro subordinato.

Fatto– Con avviso di addebito l’INPS, territorialmente competente, intimava il pagamento di una somma di denaro, pari ad euro 6000,00 circa, per il presunto mancato pagamento dei contributi “Gestione Aziende” ai lavoratori dipendenti, il tutto in forza di una visita Ispettiva e conseguente verbale, nel quale venivano presuntivamente rilevati soggetti “intenti a lavorare”.

Processo– Viene impugnato l’avviso di accertamento al fine di contestare che, i contributi richiesti non erano dovuti poiché non si era svolto nessun rapporto di lavoro subordinato fra le parti; inoltre, si eccepiva illegittimità del ridetto avviso anche perché, il ricorrente aveva cessato la sua attività imprenditoriale parecchi anni prima; della cessata attività, l’Inps era perfettamente a conoscenza come da documentazione intercorsa fra le parti.

SentenzaIl Tribunale accoglie il ricorso evidenziando che, sulla scorta della documentazione depositata da entrambe le parti e dall’escussione testi, avvenuta nel corso del processo, non sono emersi gli indici necessari ad identificare un rapporto di lavoro subordinato fra le parti. In particolare, l’Ill.mo Giudicante evidenzia che, alla luce dell’orientamento giurisprudenziale del Supremo Collegio di Legittimità, al fine di poter identificare un rapporto di lavoro subordinato fra le parti è necessaria la presenza:

  • della soggezione al potere gerarchico del datore di lavoro;
  • del rispetto di un orario fisso;
  • del coordinamento dell’attività lavorativa all’assetto organizzativo dato dallo stesso datore di lavoro.

Dalla fase istruttoria del processo non sono emersi tali elementi ergo, il Giudicante ha annullato l’avviso di addebito.

La sentenza de qua appare in linea con l’orientamento degli Ermellini in materia e riportato nella pronuncia in oggetto, secondo cui << Ai fini della distinzione tra lavoro autonomo e subordinato, quando l’elemento dell’assoggettamento del lavoratore alle direttive altrui non sia agevolmente apprezzabile a causa della peculiarità delle mansioni (e, in particolare, della loro natura intellettuale o professionale) e del relativo atteggiarsi del rapporto, occorre fare riferimento a criteri complementari e sussidiari, come quelli della collaborazione, della continuità delle prestazioni, dell’osservanza di un orario determinato, del versamento a cadenze fisse di una retribuzione prestabilita, del coordinamento dell’attività lavorativa all’assetto organizzativo dato dal datore di lavoro, dell’assenza in capo al lavoratore di una sia pur minima struttura imprenditoriale, elementi che, privi ciascuno di valore decisivo, possono essere valutati globalmente con indizi probatori della subordinazione. (Nel caso di specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva qualificato come di lavoro subordinato il rapporto intercorso tra una insegnante di scuola privata e l’istituto ove essa insegnava, attraverso l’individuazione di rilevanti indici sintomatici, quali l’assoggettamento del lavoratore al potere di coordinamento e disciplinare del datore di lavoro, il suo inserimento nell’organizzazione aziendale, la fissazione dell’orario di lavoro e degli orari delle attività ausiliarie da parte del datore di lavoro, l’obbligo del rispetto dei programmi di insegnamento ministeriali, e la svalutazione, invece, dell’importanza della espressione formale della volontà contrattuale, riportata nella sottoscrizione di un modulo a stampa ove il rapporto veniva definito come autonomo).>> Cassazione Sez. I, n. 9252 del 19.4.2010

Ancora una volta, la giurisprudenza ed in particolare, l’orientamento consolidato del Supremo Collegio di Legittimità, permettono di fare chiarezza su casi concreti ove la sola norma, nella fattispecie quella identificativa del lavoro subordinato, non è sufficiente a risolvere i casi più particolari.

                                                                                                      Avvocata Rossana Angiulo

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