Lavoro domestico in casa…è un lavoro subordinato?

Riporto un quesito pervenutomi in privato sulla pagina facebook:

Ho 40 anni e da due convivo con un uomo. Vive in casa mia e credo stia approfittando della mia bontà. Svolgo ogni tipo di lavoro domestico, ma sono stanca perchè litighiamo sempre ed il nostro rapporto si riduce solo a questo. Posso chiedere un corrispettivo per tutto il lavoro svolto? Grazie G.

Il caso che ci riporta la nostra amica non è isolato. Svariate sono le situazioni che hanno interessato questo argomenti. Non mi voglio addentrare sulla differenza tra rapporto matrimoniale e rapporto more uxorio (convivenza); distinzione che senza dubbio sta alla base della diversa configurazione di questo tipo di rapporto (in caso di vincolo matrimoniale il quesito non si porrebbe).

Due persone conviventi, non vi è  dubbio, devono essere legate da un vincolo affettivo affinchè la collaborazione domestica possa dirsi gratuita.

Ma a chi spetta l’onere di provare che questo legame sussiste? In realtà è  la presunzione che questo legame sussista che deve essere superata.

Ebbene, la nostra signora G. per poter avere diritto ad una retribuzione, dovrebbe provare l’esistenza di un vincolo di subordinazione mediante il riferimento alla qualità ed alla quantità delle prestazioni svolte ed alla presenza di direttive, controlli ed indicazioni da parte del “datore di lavoro”.

Per approfondimenti Corte di Cassazione Sez Lav. 12433/2015

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