L’INFEDELTA’ COSTA CARA

Tante le volte in cui, nelle aule di Tribunale, il tradimento del coniuge assume i caratteri della normalità. Non c’è più scandalo in una società che ha perso i valori. Non vi è più ingresso, nel quotidiano, per la necessaria relazione di fiducia, di rispetto, di amore.

Il matrimonio, coronazione di un sogno, si sgretola davanti alla infedeltà di uno dei coniugi.

Quando il lavoro consiste nell’ascoltare la storia e le emozioni della gente, però, il giudizio tra “giusto” e “sbagliato” non è più così netto.

Riesci quasi a percepire che un tradimento nasconde uno stato di frustrazione, la trascuratezza, l’allontanamento del coniuge verso altri interessi.

Si, nel 90% dei casi il tradimento è una risposta, quasi mai la causa.

E’ questa la fattispecie che ha dovuto affrontare il Tribunale di Roma, che con Sentenza del 09 gennaio 2015 riprende quell’antico senso di diritto, stabilendo che il patto di fiducia e di reciproca dedizione, fondamento del vincolo coniugale, non va violato. Questo il principio per cui il Giudice ha negato alla moglie (infedele seppur trascurata e costretta per anni a dover badare in solitudine a casa e figli, rinunciando al proprio lavoro) l’assegno di mantenimento.

Una sentenza che avrà senza dubbio dei risvolti. Noi? Restiamo in attesa del finale!

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