LA MEDIAZIONE FAMILIARE ED I SUOI VANTAGGI

La separazione personale dei coniugi è diventata socialmente diffusa. Ormai tutti i coniugi, quelli delusi, quelli furiosi, quelli inconsolabili, hanno ben chiaro il percorso da seguire. “Vado dal mio legale, ne parlo, mi confido, lo rendo partecipe al mio dolore e poi chiedo a lui, lui che è il mio braccio armato, di fare quello che io penso, ma non ho mai avuto il coraggio di fare”.
E’ così che escono quelle “brutture” che io chiamo atti di guerra, la guerra più cruda, più spietata…quella che fai alla persona che hai amato, e che magari potresti amare ancora. Ma le storie d’amore finiscono, ci sono quelle che mettono la parola fine con un decreto presidenziale, e quelle che finiscono nell’eternità. L’amore non ha certezze, quello che è certo è che l’amore non può, NON DEVE, portare alla distruzione. Dunque questo significa che io non sono un buon avvocato? Non sono una di quelle professioniste che ti dice ” non preoccuparti, gliela facciamo pagare?”. Ebbene, io sono quell’avvocato che ha il compito di accoglierti, di ascoltarti, di guidarti verso diverse prospettive e darti l’autonomia di scegliere la strada più adatta a te. Perchè l’avvocato non dovrebbe sostituirsi al cliente, ma accompagnarlo, fargli luce e scudo nel percorso da affrontare. Tra le varie opportunità, dunque, non si può non parlare dell’istituto della mediazione familiare. Molti clienti, alla proposta di seguire questo percorso mi rispondono ” ma io dovrei ancora parlare con lui/lei? No, grazie, io non voglio stare male!” Sebbene qualche collega durante una conversazione sul tema mi abbia detto che magari c’è bisogno di “saperlo proporre meglio” io credo che questa sia l’espressione massima della paura di entrare nell’emozione. Si, l’emozione, il sentimento, quella stessa forza che da Amarci ci porta a voler essere estranei, a non entrare in contatto.
Va bene così, risponde qualcuno, “se non vogliono parlarsi perché noi ci dobbiamo preoccupare”. Perché? Perché quei coniugi, magari sono anche genitori. Perché da un atteggiamento distruttivo o di difesa, parlando si potrebbe trovare un accordo di pacifica vita. Perché i figli non meritano genitori rabbiosi o insoddisfatti o peggio ancora feriti. I vostri figli rimangono figli ad entrambi, e hanno il diritto di sentire ambedue i genitori presenti sul palcoscenico della loro vita. Il mediatore familiare non è un giudice, non è un avvocato, non giudica, non interpreta,non ha lo scopo di far tornare insieme i coniugi, MA ASCOLTA. E dall’ascolto, dal sentire l’altro, può nascere un accordo, una nuova strada da seguire.
Separati ed al tempo stesso in pace.
Crediamoci, credeteci, e portiamo avanti un nuovo modo di vedere la legge e l’avvocato. Il senso del “servire la legge” non è quello di fare la guerra, ma è quello di interpretarla e di applicarla per un buon senso della giustizia sociale. Da avvocato ci ho creduto, da mediatrice familiare ripongo energia e speranze verso il funzionamento di questo nuovo istituto che può riattivare il dialogo tra due persone che meritano di essere serene.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...